Quo vadis Sinistra?

di Biagio Marzo

Quo vadis sinistra? E’ la domanda che si pongono in molti, dopo i risultati negativi delle elezioni scorse e le deludenti conclusioni dei singoli congressi dei partiti della sinistra riformista e massimalista. Nelle ultime elezioni, (escluso il Pd che si batteva per il voto utile e, quindi, per la semplificazione del sistema dei partiti), erano in campo il Partito socialista e la Sinistra arcobaleno( una aggregazione che andava dalla Sd di Mussi ai comunisti di Diliberto e a quelli di Bertinotti, passando attraverso i Verdi). Entrambe le formazioni, alla prova dei fatti, hanno fatto flop, clamorosamente.

A ben vedere, i congressi svolti, nelle passate settimane, non fanno ben sperare, visto che hanno acuito lo scontro interno dei partiti. Se questo non c’è stato, nel caso del Ps, è perché i nodi politici non sono ancora venuti al pettine. Delle due l’una: o i nodi si sciolgono o si rompono i denti del pettine. Rispetto agli altri congressi, quello del Partito socialista, ad esclusione dei fischi a Veltroni, tutto sommato, si è concluso unitariamente, senza le risse da taverna, viste in altre sedi. In proposito, Riccardo Nencini ha dimostrato di avere mestiere quanto bastasse, per sfoderare tutte le sottigliezze dell’analisi politica: dall’understatement alla frase piena di enfasi, dall’appello lanciato a favore dell’autonomia ,con spirito garibaldino e nell’ottica della guerra di corsa, alla scorciatoia per arrivare a qualsiasi risultato. E comunque, dipenderà molto dai passi che farà in seguito per la buona riuscita dell’impresa. Purché eviti l’arrocco, esiziale per la costruzione di un partito aperto e rinnovato. Continua a leggere ‘Quo vadis Sinistra?’

La storia non si cancella



di Biagio Marzo

Per tre giorni è stato lasciato in una cella di isolamento, come se fosse un pericoloso criminale: un boss mafioso, un terrorista. Ottaviano Del Turco, incolpato per aver intascato tangenti in cambio di favori nella sanità abruzzese, è stato chiuso nel carcere di Sulmona, isolato da Dio e dagli uomini. Nella fattispecie, un imprenditore ha inguaiato l’ex governatore, avendo dato le dimissioni dopo il primo interrogatorio. Un imprenditore sui generis, talaltro, che registrava tutti i colloqui, meno quelli in cui consegnava le mazzette. Sotto la scusa che i politici sono molto esigenti e ingordi, per via dell’elevato costo della politica, l’imprenditore “spremuto” si è rivolto alla magistratura per svelare i segreti del losco affaire. Un classico. In generale, l’imprenditore si trova in brutte acque e per salvare il salvabile decide di cantare, a modo suo si intende. I magistrati non vedono l’ora di arrestare il politico corrotto, dando retta all’imprenditore concusso e pentito. Probabilmente, è andata così anche stavolta, nella storiaccia della sanità abruzzese. E comunque, bisogna leggere i fascicoli degli interrogatori e soltanto con le carte in mano si potrebbe fare una prima valutazione dei fatti. Ciò è materia incandescente, in verità; se l’imputato non è scagionato prima dalla magistratura terza, bisogna poi aspettare i processi e di, conseguenza, le sentenze. Continua a leggere ‘La storia non si cancella’

E’ tempo del nuovo inizio socialista

di Biagio Marzo (uscito sul quotidiano Liberal)

Riccardo Nencini, segretario del Partito socialista. A Montecatini è iniziato il nuovo corso socialista. Era nelle cose che dopo la sconfitta elettorale si cambiassero il gruppo dirigente e la linea politica. Quella espressa nel corso della campagna elettorale è stata esiziale sotto tutti i punti di vista.

Una cosa è certa che il Ps, con il Congresso, ha chiuso, una volta per tutte, con la politica delle scorciatoie, per troppo tempo usata per le alleanze di vario conio. Alleanze non strategiche, bensì tattiche e, al tempo stesso, variabili, in ogni tornata elettorale.

La nuova stagione inizia, invece, con il Ps che vola alto rispetto al recente passato per la ragione che il gruppo dirigente ha messo le ali a misura di una politica autonoma e aperta. Per troppo tempo, la politica socialista ha navigato in un mare, al di qua delle colonne d’Ercole. Il che non ha permesso il confronto a largo raggio, mancando la materia del contendere e gli interlocutori. E, ironia della sorte, colui che era stato scelto come l’alleato privilegiato, ha preferito sottrarsi proprio al momento opportuno. Romano Prodi non ha tirato la volata a Enrico Boselli per l’apparentamento con il Pd, per cui i socialisti si sono trovati spiazzati di fronte lo sbarramento di Veltroni. Il quale ha preferito Di Pietro al loro posto, pensando,così, di mettere il suo partito a riparo dagli attacchi populisti e giustizialisti. Alla lunga, il Pd sta pagando un alto prezzo per come si sono messe le cose: mancata confluenza dell’Idv. Per dipiù, da questo partito viene accusato di essere connivente con Berlusconi. A Piazza Navona, Di Pietro e la sua compagnia di giro, partendo da questo presupposto, hanno sparato i fuochi pirotecnici delle volgarità e degli insulti gratuiti. Continua a leggere ‘E’ tempo del nuovo inizio socialista’

Ritorniamo alla politica maiuscola

Il modello tedesco, il più idoneo alla cultura ed alle peculiarità del nostro sistema politico.

In pieno clima estivo, si inizia a discutere di grande riforma istituzionale e di modifica delle “regole del gioco”. Il punto di straordinaria rilevanza che sembra emergere è l’unanime presa di coscienza del totale fallimento dell’ultimo quindicennio di delirio non governante, dovuto anche a scelte di leggi elettorali distorte e “ad partitum”. Tre lustri in cui il sistema maggioritario ha portato al consolidamento di due tifoserie contrapposte, che si sono rincorse sul qualunquismo, sull’antipolitica e sul gossip, difendendo lo status quo ed infischiandosene della guida del Paese. Archiviato il bipolarismo muscolare e bastardo, si è archiviata sul nascere l’idea del falso bipartitismo targato CaW.

Ora occorre uscire dal cono d’ombra e noi socialisti possiamo e dobbiamo dire la nostra.

Il sistema tedesco è l’unico antidoto.

Sistema tedesco vuol dire ridare voce e rappresentatività agli elettori, con il ritorno alle preferenze ed alla formula “una testa, un voto”. Sistema tedesco per avviare una scomposizione-ricomposizione del quadro politico, in direzione del ripristino e della valorizzazione delle identità e del quid programmatico, sul modello di normalizzazione europea. Sistema tedesco è sinonimo di aggregazioni piu’ naturali, che permetterebbero agli elettori di effettuare le proprie scelte senza “turarsi il naso”. Sistema tedesco, per tornare alla politica maiuscola.

E non ci lasceremo intimidire, certo, dallo sbarramento, perché, con il “nuovo inizio”, i Socialisti dovranno saper volare alto. Iniziamo, dunque, intanto, a costruire le ali per volare, con un “partito Red Bull”, in grado di esprimere utili energie per il Paese.

gruppodei100@libero.it

A Montecatini i socialisti non fanno acqua

di Biagio Marzo

Rino Formica che è uno che non le manda a dire, aveva affermato ( il Riformista), da par suo, che non era proprio il caso che si svolgesse il Congresso socialista. Probabilmente, per il fatto che i risultati elettorali non avevano permesso al Ps di eleggere un gruppo parlamentare e visto che lo svolgimento delle assise locali non avevano alimentato un dibattito politico. Anzi.

Vero è che su parecchie cose socialiste, ha ragione da vendere, epperò, è stato smentito in pieno, perché, a Montecatini, i socialisti hanno dato il meglio di sé. Quello che hanno potuto fare e dare nelle condizioni in cui si trovano. L’handicap di essere fuori dal Parlamento non è una cosa di poco conto. Tuttavia, è venuta fuori in modo preponderante la voglia di lottare per ritornare sulla scena politica come attori, lungo la tradizione del socialismo italiano. Si intende in modo nuovo, rompendo i vecchi schemi: non più lotta parlamentare, ma lotta al fianco del cittadino in carne e ossa. Il che non significa che il Ps non abbia alcune “idee forza” sul piano del programma di governo, con le quali aprire un confronto tanto con maggioranza quanto con il resto dell’opposizione. Partito di governo e di movimento, per l’appunto. Per supplire all’assenza dalle Camere, il Ps sceglie di gettarsi nell’esperienza movimentista, senza allontanarsi dall’essere sinistra di governo. Il tutto in chiave autonomista, garibaldina e corsara. Continua a leggere ‘A Montecatini i socialisti non fanno acqua’

Un nuovo inizio per il Partito Socialista

di Biagio Marzo

Dal Psi al Ps. A Montecatini, i socialisti riuniti per la costruzione del nuovo partito e per lanciare il patto riformista, unità di quelle forze che si riconoscono nel riformismo e nel solidarismo cattolico. Dal Pd all’Udc, passando attraverso il Partito socialista. Conditio sine qua non Veltroni lasci perdere Di Pietro, il beneficiato delle ultime elezioni politiche. Un patto riformista aperto a quelle forze del Pdl che si dichiarano riformiste e, peraltro, non rifiutano il confronto con l’opposizione.

Il Congresso fondativo, dal 4 al 6 luglio, a Montecatini, metterà fine al racconto noir del socialismo italiano. Una grande storia finita malamente per via del combinato disposto di mass media e magistratura. Tra i partiti della Prima Repubblica è quello che ha pagato di più, per il loro accanimento inspiegabile. Se ne sono dette di tutti i colori, ma è impensabile che sia stata tutta farina del sacco di Mani pulite. Di certo c’è stata da parte di chi ha messo al chiodo la toga per scendere in politica un impegno giudiziario, sull’onda del moralismo, nell’intento di radere al suolo il più antico partito legato ai lavoratori e a questi ha dedicato tutte le sue battaglie di emancipazione e di giustizia sociale. Per come sta conducendo la lotta anti-Berlusconi, tutta incentrata sul giustizialismo scurrile, populista e piazzaiolo, fa pensare che ci mise del suo per distruggere il Psi. Ammesso e non concesso che Burlusconi ne abbia fatte più di Carlo in Francia, la politica che si rivolge alla piazza non fa bene alla democrazia, a quella parlamentare per intenderci. Questo vale anche per Veltroni. Il quale non disdegna il ricorso alla piazza. Per dirla con Pietro Nenni, piazza piena, urna vuota. Continua a leggere ‘Un nuovo inizio per il Partito Socialista’

Verso il Congresso Fondativo

di Bobo Craxi e Biagio Marzo

Il Partito socialista terrà dal il 4 al 6 luglio, a Montecatini, il Congresso fondativo che chiuderà il lungo e travagliato periodo della Costituente. In mezzo ci sono state le elezioni politiche dal risultato disastroso: i socialisti non hanno alcuna rappresentanza parlamentare. Non solo loro, ossia i riformisti, ma tutta la sinistra massimalista si trova senza rappresentanza. Una vicenda che è destinata a lasciare un segno indelebile nella democrazia parlamentare italiana, un triste presagio per il carattere negativo che incombe sul pluralismo politico di un Paese che ha fatto della varietà di opzioni politiche e di culture la forza della propria democrazia.

A Montecatini, il Ps dovrebbe saper scongiurare l’ora fatale, riflettendo sugli errori tattici di una piccola formazione politica, sapendo ereditare il meglio della tradizione politica del Psi che, per oltre un ventennio, seppe dettare l’agenda politica ed anticipare i temi che oggi sono all’ordine del giorno nella vita politica italiana. Ovviamente, per lanciare una sfida riformista convincente e per modernizzare veramente il sistema Italia ci vuole il coraggio di Icaro, evitando di commettere il mortale errore di volare troppo vicino a ciò che lo penalizzerebbe, il conservatorismo e il massimalismo. Continua a leggere ‘Verso il Congresso Fondativo’

La visibilità dei socialisti, con Veltroni che traballa

veltroni

di Gianni De Michelis

E’ bastata una settimana e la situazione politica italiana è cambiata completamente. Addio CaW, addio dialogo tra maggioranza e opposizione, si torna al muro contro muro, ai girotondi e alle proteste di piazza.

Di un tratto un Veltroni sempre più traballante ed ormai apertamente contrastato da Parisi, è costretto a capovolgere l’impostazione con cui aveva sinora guidato il PD e a ripiegare sulle posizioni di Di Pietro; capiremo meglio nei prossimi giorni la ragioni reali che hanno indotto Berlusconi a cambiare il suo approccio e di converso obbligato Veltroni a non sottrarsi alle sirene giustizialiste che ovviamente non sono riconducibili solo a settori particolari della Magistratura.

Questo repentino e spettacolare cambiamento di quadro, apre però contemporaneamente nuovi scenari e nuove opportunità anche per altri attori politici fino ad oggi in qualche modo in sofferenza ed in affanno rispetto alla prospettiva apparentemente inevitabile della riduzione a due della scena politica italiana. Continua a leggere ‘La visibilità dei socialisti, con Veltroni che traballa’

Risposte alla crisi dell’editoria

di Biagio Marzo

L’editoria vive un periodo tra i più travagliati della sua storia recente. Ha toccato il suo punto critico a marzo, tuttavia, i mesi successivi non sono stati rose e fiori. Ossia i titoli dei gruppi editoriali non hanno avuto una fase rialzista, in Piazza affari. Anzi tutt’altro.

Una situazione di cui il colosso italiano Rcs Media Group sta pagando un prezzo altissimo. Di conseguenza, il quotidiano diretto da Paolo Mieli sta vivendo una stagione non felice in tutti i sensi. Ma andiamo con ordine.

Mentre il titolo Rcs è andato giù, (il bilancio è in rosso e ciò ha fatto rizzare i capelli del management e dei soci, dopo quattro anni di conti, tutto sommato, buoni), il consiglio di amministrazione si è dovuto riunire a tamburo battente, con una convocazione straordinaria, per fare una ulteriore riflessione sulla crisi. Il senso della riunione è stato, diciamo, responsabile senza creare alcun allarmismo di sorta. Tuttavia, c’è ben altro: dietro le linee strategiche, fissate a suo tempo, c’è una riduzione dei costi, con tagli massicci del personale. Continua a leggere ‘Risposte alla crisi dell’editoria’

I De Michelis boys

di Biagio Marzo (da L’Opinione del 17 giugno 200 8)

Renato Brunetta è stato, per più di un anno, il direttore dell’Opinione. Per un quotidiano di nicchia come il nostro, è un fatto importante così come non passa inosservato che proprio lui è il più popolare ministro del governo Berlusconi. Peraltro, Brunetta fa parte di quella schiatta socialista a cui fanno capo Franco Frattini, Maurizio Sacconi e Giulio Tremonti. Già alla formazione del governo dicemmo su questo giornale che i socialisti erano stati preferiti agli ex democristiani che avevano fatto, fino allora, all’interno della coalizione di centrodestra, il bello e il cattivo tempo. Continua a leggere ‘I De Michelis boys’

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