di Biagio Marzo
Quo vadis sinistra? E’ la domanda che si pongono in molti, dopo i risultati negativi delle elezioni scorse e le deludenti conclusioni dei singoli congressi dei partiti della sinistra riformista e massimalista. Nelle ultime elezioni, (escluso il Pd che si batteva per il voto utile e, quindi, per la semplificazione del sistema dei partiti), erano in campo il Partito socialista e la Sinistra arcobaleno( una aggregazione che andava dalla Sd di Mussi ai comunisti di Diliberto e a quelli di Bertinotti, passando attraverso i Verdi). Entrambe le formazioni, alla prova dei fatti, hanno fatto flop, clamorosamente.
A ben vedere, i congressi svolti, nelle passate settimane, non fanno ben sperare, visto che hanno acuito lo scontro interno dei partiti. Se questo non c’è stato, nel caso del Ps, è perché i nodi politici non sono ancora venuti al pettine. Delle due l’una: o i nodi si sciolgono o si rompono i denti del pettine. Rispetto agli altri congressi, quello del Partito socialista, ad esclusione dei fischi a Veltroni, tutto sommato, si è concluso unitariamente, senza le risse da taverna, viste in altre sedi. In proposito, Riccardo Nencini ha dimostrato di avere mestiere quanto bastasse, per sfoderare tutte le sottigliezze dell’analisi politica: dall’understatement alla frase piena di enfasi, dall’appello lanciato a favore dell’autonomia ,con spirito garibaldino e nell’ottica della guerra di corsa, alla scorciatoia per arrivare a qualsiasi risultato. E comunque, dipenderà molto dai passi che farà in seguito per la buona riuscita dell’impresa. Purché eviti l’arrocco, esiziale per la costruzione di un partito aperto e rinnovato. Continua a leggere ‘Quo vadis Sinistra?’

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