di Luciana D’Aleo
Buona l’idea di una piazza virtuale in cui si dia inizio a un confronto sincero tra opinioni diverse, purché libero da pregiudizi e posizioni precostituite. Un parlarsi tanto più proficuo quanto più si è consapevoli della propria identità, senza scivolare nelle facili contaminazioni oggi tanto di moda.
E’ possibile un incontro tra laici e cattolici sui grandi temi della vita e della morte? Chiede Eugenia Roccella. Io credo di sì, a patto che da entrambe le parti ci si faccia guidare dal buon senso. Prendiamo la legge 194. Nessuno ha mai considerato l’aborto un diritto, né tantomeno si è voluto dare una licenza di uccidere in mano alle donne.
Essa fu la risposta alla piaga sociale dell’aborto clandestino, abrogando le norme del Codice penale del 1930, in base alle quali l’aborto era considerato un delitto contro la sanità e l’integrità della stirpe. Basta leggere le dichiarazioni dei gruppi parlamentari che si pronunciarono a favore del provvedimento, approvato nonostante il voto contrario dei radicali.
A distanza di trent’anni possiamo dire che quella legge abbia funzionato? Sì nella lotta alla clandestinità, non nella prevenzione affinché l’aborto non venga usato come mezzo per la limitazione delle nascite. Ed è proprio sul terreno della prevenzione che a mio avviso si possono unire gli sforzi per ridurre l’aborto alla soglia minima, intendendo per prevenzione non solo l’accoglienza delle donne che hanno scelto di abortire, ma un ampio raggio di interventi concreti, dalla contraccezione alla educazione sessuale e sentimentale

Considero che l’essere laico sia uno stato di necessaria apertura totale alle esigenze democratiche della società. Questa apertura comporta dunque il tenere in considerazione tutte le correnti etico-religiose presenti sul territorio, che siano cattoliche o no. Il laicismo deve agevolare l’integrazione sociale. Dunque ben vengano le proposte della Chiesa Cattolica, ben vengano le sue regole educative, che non devono essere ostacolate ad occhi chiusi, senza un approfondimento nel merito; c’è bisogno di adattarsi e di adeguare ogni minestrone al bene dei più.
@ Luciana D’Aleo
L’aborto, le Chiese. Non vedo il nesso.
I rappresentanti ecclesiali di tutte, o quasi, le confessioni religiose sono maschi, cosa ne sanno dell’aborto? Solo le donne dovrebbero legiferare in tal senso. Gli uomini, tacere. L’intimità violata, da mani altrui, non può dare cittadinanza ad alcuno. La legge 194, è una buona legge, certo datata, il feto può sopravvivere anche dalla 20esima settimana di vita dato il progresso clinico, e forse su questo si potrebbe intervenire (art 7?), ma sul resto? No! Poi sul piano della prevenzione, le Chiese, tutte schierate, nel condannare il preservativo e qualsiasi mezzo preventivo al concepimento. Ergo. Le Chiese hanno avuto nei secoli una qual certa importanza, nella delineazione dei costumi della morale, e molta ne hanno. Riconoscere questa loro funzione von vuole certo dire genuflettersi al loro volere. Si è riportato, in questi anni bui, il dibattito sull’aborto al centro dell’attenzione, eclissando il ruolo della prevenzione. Si sente parlare di eugenetica, limitazione selettiva delle nascite, ma tutto per dismettere il discorso della prevenzione. Tutto a discapito delle donne, tutto sul loro corpo, tutto sul loro animo. La donna viene marginalizzata in una riseva, tipo indiana, anche quando si parla di quote rosa (non debbono essere i maschi a dettare queste regole). Poi l’aborto, il più delle volte, non si configura come una scelta, ma come una dolorosa e conflittuale “necessità”.
Tutto questo baccano, che sull’aborto si stà generando, fa capire con quanta leggerezza si vuole trattare questo tema.
Durante studia sei un po confuso tra laicità,laicismo e chiesa
@franco pannunzio
Non c’è bisognio di studiare, le differenze tra laicismo, laicità e chiesa le conosco abbastanza bene! C’è però tanto bisogno di aggiornarsi e di andare incontro ad una grande fetta di popolazione che basa la sua vita sulla radicata morale cristiana, senza trascurare chi crede in ben altro e pretende il massimo rispetto nel manifestare il proprio credo. Vuoi separare Stato e Chiesa, isolare le istituzioni da qualsiasi influenza ideologica/religiosa? L’Italia non è il posto giusto. E’ un’utopia vera e propria. Se si vuol essere concreti e non far perdere alla gente l’amore per le istituzioni, bisogna riformulare molti concetti, costruire nuovi ponti, portare a tavolino più realtà possibili.
E’ vero quello che dice Emma Bobino? “Le ragazze sono assenti dalle piazze perchè danno per scontata la sessualità, la pillola, la scelta sulla propria maternità”. A parte che tutto questo è diverso dalla scelta di interrompere una gravidanza. Ma io vorrei sapere se c’è dell’altro. Mi piacerebbe conoscere la vostra opinione
infatti ieri chi c’era in piazza?
Le donne sono molto di più di quello che la Bonino immagina. Sanno che c’è una legge, in vigore, sull’aborto. Se qualcuno la tocca, scendono in piazza. Per ora ci sono già state, anche se trent’anni fa. Ma se qualcuno, ci si mette di traverso, e farà una porcheria su quella legge, Dio ci salvi dall’ira delle donne, eventualmente sarò con loro, in corteo, sempre che vorranno ancora vedere un’inutile e presuntuoso maschio (anche se molto più magro e saccente) tra le loro fila. Per ora comunque, magari la domenica, continueranno, ad andare a messa, a ringraziare DIO (e non il prete) per il dono della VITA, e per i doni della SCIENZA.
Che ne pensate di una alleanza con l’UDC??,se ne sta discutendo ora in una riunione a Roma.
Riapriamo i Casini?
Ci userebbero per avere una percentuale solida, ma potrebbe essere un modo per avere una nostra rappresentanza in parlamento..
però..che casino…
Non sono sfavorevole a priori ad un’alleanza con l’UDC, anche se vi sono delle ovvie palesi divergenze tra noi e loro. Sicuramente siamo due movimenti con diretta derivazione dalla prima fase repubblicana. DC e PSI sono stati ambedue perseguitati durante il periodo della caccia alle streghe e sicuramente e’ una forza non forcaiola e garantista, ma cmq e’ una forza troppo vicina alla CEI e troppo cattocentrica da poter essere considerata la nostra “natural companion”. Compagni, il nostro vero problema e’ che, come in tutta Europa, dovremmo essere noi il movimento egemone della sinistra, ma purtroppo, come tutti ben sappiamo, non e’ cosi’. Io sostenevo una collocazione di appoggio esterno al PD, ma visto che l’Obama de noantri preferisce il manettaro Di Pietro a noi socialisti, io continuo a sostenere la scelta autonomista congiunta allo sciglimento di tutti i centri di potere amministrativo in cui siamo presenti. Dobbiamo fare marketing e purtroppo dato che non abbiamo spazio nei media da loro controllati(facciamo paura vero Walter?) dobbiamo trovare pubblicita’ in tutti modi. In real politik il fine giustifica i mezzi
Una alleanza con l’UDC.
Come dire riapriamo il “salon de refusè” di impressionistica memoria. Loro “rifiutati” dal pdl, noi “rifiutati” dal pd. Sembra di stare in Campania con tutti ‘sti rifiuti. Poi una sola domanda: Totò Cuffaro ce lo lasciano in eredità. Sai come ci massacrano? Tanto vale morire da soli, senza benda sugli occhi.
Il problema delle giunte, è che non tutti gli assessori risponderanno, ed il pd farà shopping tra i nostri a costo zero. Demotivati come sono, e col ventre molle che i più si ritrovano, valli a convincere tutti al muro contro muro. Mica son duri e puri come la base.
purtroppo è vero….
Va bene l’orgoglio socialista, va bene l’unità socialista, va bene l’identità socialista. Ma la Storia insegna: non possiamo rimanere sull’Aventino. Occorre rispondere a queste tre domande: Da dove veniamo, chi siamo, dove vogliamo andare e in base alle risposte costruire le alleanze. Solo in questo modo si evita il mercato delle vacche!
@ Luciana
Colgo la sfida.
1) Da dove veniamo:
veniamo da troppe alleanze (forse anche sbagliate), dilavando la nostra identità. Alleanze da vivacchio, da ultimo banco. E’ vero che non sono state unioni dai facili costumi (come alcune sentite nelle ultime ore), ma purtuttavia l’Italica gente è perlopiù puritana, e preferisce le unioni stabili ai PACS.
2) Chi siamo:
siamo tra coloro che con forza affermano che c’è una forte esigenza di Socialismo Democratico Liberale, e che quella esperienza mai vissuta in Italia è la soluzione ai mali della nostra stantia democrazia, a dispetto di chi afferma che il socialismo sia deceduto sotto il giogo della globalizzazione, e per questo basta guardare l’esperienza dei paesi nord europei. Non vogliamo i catto-comunismi ma neanche i laico-conSumismi.
3) Dove vogliamo andare.
Permettimi di riformulare:
3a)Cosa vogliamo fare:
Affermare con forza che a sinistra non è dato sentire o scorgere il benchè minimo anelito del pensiero Socialista Democratico Liberale. E a riprova di ciò è facile scorgerlo nei vari Walter, Fausti e quant’altri. Questi sono rimasti al massimalismo autoritario. Stanno facendo un colpo di stato bi-partisan, anzi tri-partisan. E in base a chi vincerà si potrà dire che si sarà trattato di golpe nero, bianco o rosa. Quindi parlarne nei vari blog di matrice politica, spargendo il seme del dubbio. Su cosa ci si va ad alleare! Questo è il punto. Se ci si va ad alleare, lo si può fare con chicchessia, solo se la matrice dell’alleanza è: FRENARE QUESTA EMERGENZA DEMOCRATICA DELLA RAPPRESENTATIVITA’. E’ questo il punto. Poi il DNA lo si analizza in seguito. Una alleanza ad oggi può essere giustificata solo da questo: infatti è solo su questo punto che puoi combatterli per ora, questi dittatorelli pagnottari. Ma i vertici hanno paura. Paura del quorum. Paura della caccia alle streghe, che sicuramente avrà inizio a risultato acquisito. Paura di essere soli nel dire queste cose.
Quindi per risponderti:
Il mercato delle vecche lo si evita solo cominciando a sostenere, in ogni dibattito, il fatto che questi tre grossi partiti vogliono la fine della rappresentatività, sacrificata sull’altare del maggioritatio all’Italiana. A questi non interessa la forma di governo da dare alla nostra Nazione, a questi interessa la Nazione. E non vogliono prigionieri. E’ sotto gli occhi di tutti. E quindi da Partito Socialista Democratico Liberale, mi alleo solo con chi è consapevole di questo ed è disposto a gridarlo vento in faccia. A dire il vero Casini già lo stà facendo, noi siamo in ritardo, certo non incolmabile.
Ieri sera ho incontrato una psicologa di un consultorio famigliare. Una professionista sui quarant’anni che ha fatto parte dell’UDI e ha condotto le sue battaglie per l’applicazione della 194. Mi ha detto che dopo le feste comandate, San Lorenzo, San Silvestro, san Valentino il consultorio è preso d’assalto da minorenni e non per fasi rilasciare la pillola del giorno dopo. Ancora si ricorre con facilità all’aborto nonstante fiumi di parole spese. Vi chiedo:
Perchè le ragazze continuano ad abortire, nonostante l’educazione sessuale e la contraccezione? Perchè si continua a fare sesso non protetto?
Ragazzi, considerate l’aborto una scelta drammatica o davvero è come prendersi un’aspirina. Perchè se è così dovremmo rifletterci un pò su.
Mi permetto di suggerirvi l’editoriale di Claudio Magris sul Corriere della Sera. Ripropone alcune interessantissime considerazioni di Norberto Bobbio su laicità e aborto
Salve Luciana sono un giovane palermitano in cerca di risposte,mosso dal desiderio di conoscenza mi sono chiesto se esistessero altri D’Aleo sul nostro territorio e dalle dritte datemi dal mio nonno ormai morto ho scoperto che aveva un fratello residente in Lecce ma nato a Gela.
Mi scusi se le sono sembrato invadente ma nn sapevo come contattarla e questo blog mi e’ sembrato un buon mezzo di comunicazione.
Cordiali saluti
Gioacchino D’Aleo