Ricordando Bettino

di Biagio Marzo

Bettino Craxi morì, il 19 gennaio 2000, in terra straniera, in Tunisia, ad Hammamet. Si trasferì lì, perché non avrebbe mai accettato di privarsi della Libertà. E l’epigrafe sulla sua tomba: “La mia libertà equivale alla mia vita”, conferma il suo attaccamento a tale principio. Ragion per cui, Bettino Craxi è una grande metafora di libertà. A dire il vero, non gli faceva tanto impressione la campagna di odio organizzata contro di lui,consapevole da quale parte politica ed economica veniva, quanto la perdita del sacrosanto diritto di vivere come uomo libero. Perdere quel diritto per aver infranto la legge sul finanziamento ai partiti, era per Bettino Craxi un inutile castigo di Dio, visto che tutti i partiti, indistintamente, chi più e chi meno, avevano vissuto nell’illegalità. Per dipiù, con il suo discorso alla Camera era stato chiaro e puntuale nel descriverlo come funzionasse e come operasse. In Parlamento, ebbe il coraggio di autodenunciarsi, ammettendo che il Psi aveva vissuto anche sulla base di finanziamenti illeciti. Gli altri leader di maggioranza e di opposizione non fiatarono, per troppa codardia.

Bettino Craxi riposa, dopo una vita fatta di corse, le ultime faticosamente in salita, in un cimitero cattolico, bianco, sotto la Medina, vicino al mare azzurro, diventato luogo di pellegrinaggio di turisti italiani che riconoscono nella figura del leader socialista, nel bene e nel male, una Italia con la voglia matta di modernizzazione e di benessere.

Bettino ha pagato per le sue idee e per la sua politica non remissiva nei confronti dei poteri forti impegnati a indebolire la politica con la P maiuscola, così da poter meglio mettere mano, attraverso le privatizzazioni, sui “gioielli” del capitalismo pubblico.

Il risanamento finanziario e il rilancio dell’economia di mercato erano imposti da ragioni europee e internazionali nonché dalla politica nazionale e, comunque, dovevano avvenire tramite lo sganciamento della locomotiva di sviluppo dal vagone del “socialismo reale”(Ppss ed Enti pubblici), altrimenti il treno italiano sarebbe finito in un binario morto. D’altro canto, il processo di privatizzazione, imposto dai tempi, non avrebbe dovuto, a parere del leader socialista, trasformarsi in una sorta di suk,a spese del contribuente. Craxi sapeva benissimo che il processo non era più rinviabile ed era necessario portarlo a compimento per fare cassa, favorendo la diminuzione della spesa pubblica, così da dare corso all’ingresso dell’Italia a Maastricht. Nello stesso tempo, non avrebbe mai permesso, se fosse stato nelle condizioni ancora di dire la sua, di far (s) vendere i “gioielli di famiglia” a prezzi stracciati.

Le privatizzazioni “selvagge” per portarle in porto avevano bisogno di un cambiamento profondo. Ed ecco il passaggio dalla legge proporzionale a quella maggioritaria, (un sistema in cui la politica conta molto meno rispetto al proporzionale: una testa un voto), per poi arrivare all’obiettivo finale, l’abbattimento della Prima repubblica per via giudiziaria.

L’operazione era possibile portarla a compimento, naturalmente, togliendo di mezzo il leader del Psi che si batteva per il riformismo coniugato con il consenso popolare, (avendo dato ampia dimostrazione come realizzarlo ai tempi del taglio dei tre punti della scala mobile), e contro la politica sotto il giogo dei poteri forti.

Paradossalmente accadde che i partiti sconfitti dalla storia furono legittimati e salirono al potere, i partiti, invece che si erano battuti, in tempi di guerra fredda, per la democrazia e le libertà, furono cancellati dalla faccia della terra. I vincitori, grazie al partito delle Procure, furono i cantori di una nuova Italia fatta di etica, trasparenza e buongoverno. Gli italiani diedero loro retta, dando fiducia e voti.

Alla luce dei risultati di oggi, la delusione e lo sconforto sono grandi. Anche per il destino di un ex Pm dell’epoca di Mani pulite, accanito inquisitore di Bettino Craxi. Mai, a memoria d’uomo, un Procuratore era stato così osannato e potente, con i mass media che amplificarono a centinaia di decibel la sua opera moralizzatrice. L’opinione pubblica lo identificò persino come “l’uomo della Provvidenza”. Al più bello, l’eponimo della cosiddetta Seconda repubblica, misteriosamente, dismise la toga e cambiò mestiere, diventando un politico navigato, tanto navigato da calcare le orme politiche dei suoi inquisiti. Nenniamente parlando, un puro trova un altro puro che l’epura.

Quanta verità nelle parole di Bettino, quando pronosticò che la storia gli avrebbe dato ragione.

16 Risposte a “Ricordando Bettino”


  1. 1 abbassoiorio 28 gennaio 2009 alle 12:07 am

    Craxi è stato un grande uomo politico, ma oggi invece chi abbiamo? iorio! un pupazzo che si è fatto le regole ad hoc per farsi eleggere segretario del nulla, che punta a rimanere da solo o quasi nella federazione giovanile così nessuno lo può contraddire, che non ha idee proprie, ecc… la cosa grave però è che nessuno lo può vedere ma nessuno fa niente per cacciarlo! peggio per voi, tenetevelo, ben vi stà

  2. 2 Roberto Sayeva 3 febbraio 2009 alle 2:56 am

    se se fatto le regole da solo allora è più bravo di altri.e poi se pupazzo, altri avrebbero dovuto scrivergli le regole….sabato 31 sala da 250 posti stracolma chiedere a Nencini per credere..Comunque sia w mr.socialism e w la costituente…

  3. 3 fuorioioriodallafgs 3 febbraio 2009 alle 11:41 pm

    Se il buongiorno si vede dal mattino allora cominciamo proprio male: infatti il neo segretario fgs iorio non accetta nessun tipo di critica tant’è che sul sito da lui gestito e che spaccia per ufficiale fgs (http://giovanisocialisti.myblog.it/) qualsiasi commento che può anche lontanamente “irritarlo” viene immediatamente rimosso, e sto parlando di commenti civili e pure firmati! Complimenti iorio, questo è il tuo stile, sei il mago della censura!
    e complimenti anche a chi gli ha permesso di diventare segretario senza dire nulla invece di fermarlo quando poteva. Al congresso non c’era nessuno al massimo quindici persone…tranne nel giorno di nencini che si è portato gente da roma!

  4. 4 Roberto Sayeva 4 febbraio 2009 alle 10:40 pm

    Chiedete all hotel erano prenotate 100 doppi tot 200 persone…Roma???non credo ci siano molti socialisti a roma…

  5. 6 francesco 13 febbraio 2009 alle 1:52 am

    Cristiano Boccuzzi fgs Bari ha dichiarato su stampa di aver riscontrato grande entusiasmo….

  6. 7 UN SOCIALISTA 26 febbraio 2009 alle 10:25 pm

    SOCIALISTI CHE VANNO – SOCIALISTI CHE VENGONO.

    Niente di nuovo sotto il sole: l’assessore dimissionario della Sanità in Puglia ritorna a fare il capo-gruppo dei Socialisti Autonomisti(?????) pur dichirandosi di appartanere al Partito Democratico (in parole povere: il classico un piede in due scarpe).
    Ma lo fa per ritorno di nostalgia?????
    Giammai.
    Essere capogruppo comporta indennità, segreteria personale ed altri benefit.
    Alla faccia del Socialismo???
    E’ proprio vero: Benvenuto Mr. Socialism

  7. 8 Socialista 8 marzo 2009 alle 12:28 am

    Ma tutti i socialisti di mr.Socialism ….dove sono finiti??so che hanno abbandonato…la barca…..anche il compagno Brama…….o…A presto!!

  8. 9 UN SOCIALISTA 8 marzo 2009 alle 6:48 pm

    Caro Socialista “solitario”, non preoccuparti perché il compagno Bramato è fra quelli che “non mollano” (tipo io ce l’ho duro).
    Tra poco li rivedrai spuntare come degli zombies i quali verranno a succhiarti ancora un pò del tuo sangue per qualche strapuntino a Strasburgo insieme con i vecchi compagni del Fronte Popolare.
    Sempre ricordando Bettino si intende.

  9. 10 Il Colonnello 20 marzo 2009 alle 9:28 pm

    Ma qua non parla piu nessuno prima delle politiche sembravate tutti grilli parlanti e mo siete nuovamente andati via………

  10. 11 alcide 3 aprile 2009 alle 8:59 pm

    Ma De Michelis dove è????in cerca di spiagge assolate…

  11. 12 eretico 18 aprile 2009 alle 1:50 am

    Biagio Marzo nell’MPA di Lombardo chiudete questo blog.A presto!

  12. 13 Giovanni Guttagliero 12 maggio 2009 alle 7:38 am

    Eretico non dire cazzate, Biagio Marzo non parla siciliano. Politicamente non è mai stato localista e fascista. Socialista è stato ed é. E tu?

  13. 14 enrico cazzato 12 maggio 2009 alle 7:44 am

    Angelo Bramato come è arrivato se ne è andato. Che brutta fine, soprattutto che brutta figura.

  14. 15 Giacomo 17 maggio 2009 alle 11:49 pm

    Ma chiudetelo sto blog …ha fatto la fine del suo padrone…

  15. 16 ciro il mandolino 27 maggio 2009 alle 1:54 am

    Aridatece biagio marzo la lucacchioni l’assesore franci ginnaro e tutta compagnia cantante…a ndo stanno…


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